Analisi del mercato dell’oro

golddaily3-8Settimana povera di avvenimenti rilevanti, con scadenze tecniche sul Comex ancora lontane. Graficamente si potrebbe individuare una testa e spalle ribassista in formazione che potrebbe evolversi dapprima in laterale, per poi scendere fin sulla trend line rialzista, da dove sta rimbalzando sui minimi di metà marzo e poi maggio (vedi grafico).
Questa settimana, quindi, le quotazioni dell’oro potrebbero rimanere quasi invariate in prossimità del supporto dei 1250$, per poi scendere nel prosieguo fino in area 1235$ prima che gli investitori ritornino ad investire nuovamente.
L’argento ingabbiato da inizio anno tra i 16$ ed i 18,50$, oltre ai quali non riesce a sfondare, è intrappolato in un triangolo di congestione, disegnando dei massimi decrescenti con dei minimi crescenti, per cui dovrebbe incontrare una zona di supporto in area 16,40$.
In tale prospettiva, quindi, ogni picco in avanti diventerà occasione per piazzare le vendite sui quantitativi in giacenza e magari anticipare qualcosina dei rientri più immediati.

19/06/2017 report GoldFixing

Report quotazione dell’oro

quotazione oroNella giornata del 13/06/2017 i metalli hanno tratto giovamento dall’arretramento del dollaro, il cui index è nuovamente sceso sotto quota 97.
Discesa alquanto sospetta se si dà quasi per scontata la decisione di aumento di un quarto di punto, per cui si può supporre che siano anticipi sulla futura policy della Fed a muovere il mercato in quella direzione. Se così fosse non dovremmo preoccuparci di movimenti speculativi al ribasso, in quanto i bond rimarrebbero in questo contesto geopolitico scarsamente appetibili.
Tra i driver significativi odierni troviamo i dati sulla produzione industriale e sulla disoccupazione della zona euro e alle 14,30 l’indice dei prezzi al consumo e vendite al dettaglio Usa.
Fino alle 20 di oggi i metalli non dovrebbero subire variazioni significative con oro che, a ridosso della resistenza dei 1270$, sembra più propenso ad una fuga in avanti verso i 1280$, piuttosto che ad un arretramento verso i 1250$.
L’argento in questi giorni ha manifestato un ampio ritracciamento fin sui 16,80$ che dovrebbe fungere da supporto e si trova ora in prossimità di una resistenza di breve in area 17$ oltre la quale si aprirebbe spazio fin sui 17,20$.
Se le quotazioni dovessero mantenersi in prossimità delle resistenze per l’intera giornata, vi è ragione di ritenere che dopo gli annunci della Fed, i metalli possano riprendere il loro trend al rialzo.

Grecia

Ci siamo, oggi scade il termine per la restituzione di 1,6 miliardi di euro dati in prestito alla Grecia dal Fondo Monetario e dall’Europa, soldi che sicuramente non verranno restituiti causando il default del paese ellenico, anzi no!!

E’ dell’ultimo minuto la notizia che non verrà dichiarato il default della Grecia ma solo l’inadempienza della restituzione del prestito, perché?

Ci sono troppi interessi legati alla situazione della Grecia, in primis le potenze economiche mondiali (USA e Cina) premono affinché resti nell’Europa evitando di entrare sotto l’influenza economica della Russia, poi i vari diktat imposti dalla Germania hanno fatto in modo che la Grecia pur avendo le proprie colpe ma avendo un leader come Tsipras che non si è chinato ai ricatti della Germania, anzi, ha rilanciato fissando un referendum il 5 luglio per restare in Europa oppure no, acquisendo molta credibilità politica.

La situazione è molto nel paese, riguardo il lavoro, le tasse, le pensioni, il commercio, ma pensiamo per un attimo se la Grecia uscisse dall’Europa e nel giro di poco tempo i suoi conti si ristabilissero, chi vorrebbe ancora stare nell’Eurozona? E’ questo quello che temono di più i paesi membri, specialmente i più forti economicamente come Germania e Francia che non potrebbero più imporre il proprio volere, e della conseguente fuoriuscita dalla UE di altri paesi in sofferenza economica.

Aspettiamo cosa deciderà il popolo greco e vedremo come si comporterà l’Unione Europea in base all’esito del voto.

Minerali Clandestini

Dopo anni di lunghe trattative, il 2014 verrà ricordato per la proposta di regolamentazione dei minerali provenienti dalle zone di conflitto dell’ Africa. Lo scorso 4 dicembre, La Commissione Politiche dell’ Unione Europea al Senato ha approvato la proposta che riconosce la necessità di rendere obbligatoria la certificazione di approvvigionamento dei minerali provenienti dalle zone di conflitto.  VICENZAORO  Winter in collaborazione con Confindustria Federorafi , il responsabile Jewellery Council , CIBJO dedicherà un seminario proprio su questo argomento. Se non verrà trovato un accordo, non sarà solo il mondo del gioiello a risentirne, ma tutti i settori industriali e commerciali tra cui quelli dell’ elettronica e dell’ aerospaziale dove vengono utilizzati i  minerali: Oro, Tungsteno, Stagno e Coltan(Estratto nella regione del fiume Congo usato nell’industria metallurgica).

Tuttavia questa proposta non impone alle imprese la trasparenza sulla catena d’acquisto ma si limita ad un “incoraggiamento” su base volontaria e solo su quattro minerali dei molti altri, oggetto di questo tipo di commercio, mentre l’America con la riforma di Wall Street ha previsto (legge 1502) l’obbligo della certificazione sulla provenienza del materiale utilizzato dai produttori di apparati tecnologici, sulla falsariga delle procedure messe in atto per contrastare il commercio illegale dei “diamanti insanguinati” note come Kimberley Process.

oro e miniere

Grecia: la crisi ed i suoi risvolti socio-economici

goldfixing.crisi.grecia

Attualmente la situazione in Grecia è in continua evoluzione con interessi politici, sociali, economici messi sotto pressione da vari fattori che cercheremo di chiarire anche se molte di queste situazioni pur di facile comprensione sono quasi irrealizzabili in realtà.

Negli anni passati la Grecia ha stilato un PROGRAMMA che prevedeva un aumento di competitività ma al contempo riduceva l’assistenzialismo e una privatizzazione del patrimonio statale e di quanti più servizi possibili, questa politica detta anche AUSTERITY o neoliberismo è quella corrente economica che privilegia i mercati rispetto alla dignità umana, il profitto rispetto la vita delle persone.

Questo programma ha però creato notevoli problemi ai cittadini greci con aumenti dei beni primari fino al 50%(acqua, energia, gas) riduzione degli stipendi, disoccupazione, tagli alle pensioni e addirittura blocco dell’assistenza sanitaria.

Gli interessi dei paesi più ricchi sono chiari, guadagnare sulle disgrazie dei paesi deboli, e sono interessi enormi, ed è per questo che l’europa ha chiesto se la Grecia è intenzionata a proseguire il programma, programma che ha portato il paese sull’orlo di una crisi umanitaria.

E’ in questo contesto politico-economico che il partito Syriza con il suo leader Tspiras ha vinto le recenti elezioni con il 35% delle preferenze, promettendo ai cittadini greci un cambiamento radicale rispetto la politica del precedente governo.

Tutto questo ci porta ad oggi, dove il governo greco sta rinegoziando i prestiti avuti dall’Unione Europea creando parecchia preoccupazione, specialmente alla Germania, minacciando in extremis anche l’uscita dall’Euro, forti del fatto che gli Stati Uniti premono affinchè la Grecia resti in zona Euro per non rischiare che si schieri con la Russia o la Cina.

A breve vedremo i risultati di questa negoziazione nel frattempo osserviamo quanto questa situazione instabile influenzi i mercati europei.

Ritornare ad investire nell’oro

Molti operatori di finanza internazionale dichiarano che l’oro, attualmente, è l’unico “asset” non sopravvalutato e sostengono che sia il momento giusto per acquistarlo, evitando così listini azionari deboli, basso rendimento delle obbligazioni, tassi negativi e timori di deflazione.

L’oro, negli ultimi giorni, è salito per un incremento della domanda dei beni rifugio dopo che l’FMI e la Banca Mondiale hanno tagliato le stime della crescita globale, in aggiunta all’incertezza politica della BCE e la sorpresa della Banca Nazionale Svizzera riguardo il cambio Franco/Euro e le rilevazioni sull’inflazione in Germania.

Altro fattore che alimenta la richiesta dei beni rifugio sono le elezioni in Grecia di questo fine settimana dall’esito incerto, con la conseguente stagnazione del mercato visto anche un apprezzamento del dollaro che rende l’euro più debole.

Tutti questi elementi fanno si che le quotazioni dell’oro saranno destinate a crescere nel breve medio periodo con una stima del 30%, considerando il picco del 2011, il -35% del 2012, il -28% del 2013 e il -1,5% del 2014, il 2015 è iniziato con un forte aumento superando i 1300 dollari oncia.

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